Introduzione
Roma offre un patrimonio straordinario di parchi, biblioteche, musei e spazi pubblici, ma molti restano difficilmente fruibili da chi ha Bisogni Comunicativi Complessi. Il progetto vuole portare la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) negli spazi della città, rendendoli più comprensibili e accessibili — un linguaggio ponte utile non solo alle persone con disabilità, ma anche a bambini, anziani, persone straniere e chiunque incontri una difficoltà di comprensione.
Il bisogno
La Comunicazione Aumentativa Alternativa supporta persone con difficoltà temporanee o permanenti nell’uso del linguaggio verbale e della scrittura, attraverso strumenti multimodali come pittogrammi, supporti visivi, gesti e tecnologie. Applicata agli spazi della città, aiuta le persone a orientarsi, comprendere ciò che accade, anticipare le attività ed esprimere bisogni e scelte.
Obiettivi
La fase pilota intende partire da tre luoghi simbolici con caratteristiche differenti — un parco o una villa urbana, una biblioteca, un museo o spazio culturale — per verificare l’applicabilità del modello a situazioni diverse. Per ciascun luogo il percorso prevede sopralluogo, confronto con utenti, famiglie e professionisti, progettazione specialistica in CAA, realizzazione di mappe, pannelli e supporti visivi, formazione del personale e sperimentazione diretta con gli utenti.
Il progetto sarà sviluppato coinvolgendo progressivamente i Municipi I e II, istituzioni culturali, biblioteche e musei, scuole, servizi sociosanitari, professionisti esperti in CAA e le famiglie stesse, con l’obiettivo di costruire nel tempo un modello Rarementis di accessibilità comunicativa urbana, replicabile in altri luoghi e aree della città.
Destinatari
Persone con Bisogni Comunicativi Complessi e le loro famiglie; più in generale bambini, anziani, persone straniere e chiunque incontri difficoltà nella comprensione degli spazi pubblici.